
“Ho lavorato male in rapporto alla forza della squadra che ho avuto”. Luciano Spalletti, alla vigilia della partita con il Catania, si assume le responsabilità per una stagione al di sotto delle aspettative. L’unico colpevole? “Non direi proprio. E’ stato molto onesto da parte sua rilasciare certe dichiarazioni, ha dimostrato ancora una volta grande senso di responsabilità, ma Spalletti non è l’unico colpevole della brutta annata della Roma“.
Sebino Nela, storica bandiera giallorossa, difende il tecnico pur riconoscendo alcuni errori nella gestione della stagione: “D’altronde nel calcio è sempre così, l’allenatore è sempre il primo responsabile ed è giusto che lo riconosca, ma sono stato calciatore e so che in campo alla fine ci vanno i giocatori e se i risultati non arrivano, è anche colpa loro”.
Da dove ricominciare, quindi? “Penso sia importante non buttare il lavoro fatto fino ad ora. Negli ultimi anni Spalletti e la Roma hanno fatto bene, in Italia e in Europa. Se la proprietà dovesse rimanere questa, non avrei dubbi in proposito, continuerei con Spalletti. Poi è ovvio che se dovessero arrivare altri proprietari, allora un cambio sarebbe una logica conseguenza”.
Qualche colpa importante ce l’ha anche la società? Quel famoso incontro con Totti e De Rossi con cui è stato annullato il ritiro forse era meglio farlo con Spalletti? “Rosella Sensi è stata chiara - ha detto Nela -. L’allenatore era a conoscenza di quel che stava accadendo per cui non mi sembra sia accaduto nulla di grave. Alla base della brutta stagione ci sono tanti altri fattori. E non è tutta colpa di Spalletti”.
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