Il magazine spagnolo 'Don Balon' ha intervistato Gigi Buffon: "Ho un contratto fino al 2013 per cui ho molto tempo ancora davanti - dice il portiere della Juventus - ma vorrei che la squadra fosse più competitiva la prossima stagione. Io sono un giocatore e devo pensare al mio lavoro, lasciamo che i dirigenti facciano il loro. A ogni modo è chiaro che anche da fuori sto molto attento a quello che si fa".
Buffon ripercorre la sua carriera, dagli inizi con il camerunense N'Kono come modello all'esordio a 17 anni contro il Milan. Rispetto ad allora "sono un portiere diverso, ho molta più esperienza e sbaglio di meno, oggi sono molto meglio". Su chi è il miglior estremo difensore al mondo, la corsa sembra ristretta allo stesso Buffon, Julio Cesar, Cech e Casillas ma "dipende dal momento. Io ho giocato come voglio da agosto a ottobre, poi sono rimasto fuori tre mesi ma una stagione ne dura undici. Alla fine conta la carriera, dimostrare una continuità". Ma quest'anno il numero uno bianconero è spesso finito nel mirino dei critici. "Le critiche non piacciono a nessuno ma bisogna essere anche autocritici e mantenere un certo equilibrio" - la risposta di Buffon, nel 2006 vicino al Pallone d'Oro. "Mi piace ripetere che sono stato l'unico giocatore di serie B che si è classificato al secondo posto nella classifica di questo importante premio, è una grande soddisfazione" - prosegue l'estremo difensore, che quell'anno, dopo aver vinto il Mondiale in Germania, accettò di difendere i pali della Vecchia Signora anche nel campionato cadetto. Conseguenza di una Calciopoli che ha tolto alla Juve due scudetti che Buffon sente ancora suoi.
"Non mi piacciono le polemiche, preferisco analizzare le cose con tranquillità e sincerità - commenta -. Alla fine le emozioni che ti regalano le vittorie le vivi sul momento e allora festeggiai molto quei successi. Poi non mi importa che mi abbiano tolto quei titoli, l'emozione di averli vinti l'ho già vissuta". Il portierone della Nazionale non si è mai pentito della scelta di restare alla Juve anche in B, "la mia è stata una scelta di coscienza. Non so se la mia decisione fu determinante perché restassero anche altri, aogni modo sapevo che il mio ruolo era importante. Nessuno ha comunque cercato di convincere nessuno, ognuno ha fatto la sua scelta personalmente. Eravamo e siamo tutti amici ma non ci sembrava giusto cercare di condizionare gli altri, era una situazione da vivere soggettivamente".
Eppure le offerte non gli mancavano. "Sono stato vicino a firmare per il Barcellona ma questo molto prima, quando stavo per chiudere la mia avventura al Parma - ricorda -. Allora il Barça non era quello di ora e oggi con Valdes sono ben coperti tra i pali". In attesa di tornare a vincere in bianconero ("I nostri tifosi meritano sicuramente risultati migliori"), Buffon proverà a togliersi qualche soddisfazione a giugno in Sudafrica, nella Confederations Cup. "Con l'Italia voglio vincere tutto - continua - non ho paura di nessuno. Se giochi per l'Italia giochi per un Paese intero, è una grande responsabilità, giocherò sempre per vincere". In azzurro ritroverà Fabio Cannavaro, che nella prossima stagione tornerà a vestire la maglia della Juve. "Sono molto contento del suo ritorno - le parole di Buffon - perché continua a essere un grande campione e un incredibile motivatore nello spogliatoio. Per me è un grande amico e se si vuole tornare ad alti livelli bisogna prendere giocatori come lui. Il problema è che potrà fare un altro paio d'anni ancora ma sono questi i giocatori che ci servono".
25 maggio 2009
martedì 26 maggio 2009
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