mercoledì 10 giugno 2009

Lippi prova Rossi con Gilardino

Gilardino con Rossi: è questa la prova di Lippi, alla vigilia dell'amichevole contro la Nuova Zelanda. Gli azzurri si sono allenati sul campo del Superstadium di Atteridgville. Complici anche le assenze di Cannavaro e De Rossi, che hanno svolto un leggero lavoro atletico, il ct ha fatto disputare una partitella nove contro nove. Da una parte c'erano Gilardino centravanti, con una linea a tre dietro composta da Pepe, Rossi e Quagliarella.



Lippi ha comunque confermato l'intenzione di privilegiare, per il match di mercoledì, gli azzurri che sono in ritiro con lui già dalla scorsa settimana piuttosto che i 13 che si sono aggiunti al gruppo sabato a Coverciano.

"Giocheranno Santon e Rossi". Lippi conferma la linea giovane sperimentata con successo nell'amichevole di Pisa contro l'Irlanda del Nord. Santon e Rossi saranno impiegati anche a Pretoria contro la Nuova Zelanda, ultimo test prima dell'inizio della Confederations Cup. Lippi definisce "un piccolo campione" Rossi, attaccante del Villarreal, un giocatore che secondo il ct "è in grado di giocare da attaccante esterno o centrale. Per quanto riguarda il gruppo - prosegue Lippi -, mi aspetto una crescita sul piano della condizione da parte di chi ha svolto tutta la preparazione fino a oggi, un piccolo passo in avanti da quelli che hanno giocato meno".

Lippi aggiunge: "Giocheranno prevalentemente quelli che sono con me dall'inizio mentre per gli altri ci sarà spazio nella partitella di venerdì, contro una formazione locale". "Ho pensato anche alla squadra da mandare in campo lunedì contro gli Stati Uniti, ma non sarà quella che vedrete domani perché contro la Nuova Zelanda faremo qualche esperimento" - spiega il tecnico. "Del resto queste partite servono proprio per provare nuove soluzioni". A Pretoria fa freddo e piove: "Speriamo che le condizioni climatiche cambino perché avremo modo di lavorare meglio" - è l'auspicio di Lippi. "Comunque, clima a parte, siamo tutti molto motivati".


9 giugno 2009

Doppietta Juve: Tasci-Pandev

Blanc in Germania: prende il tedesco

Giovane (classe 1987), forte fisicamente e con il contratto in scadenza nel 2010: Serdar Tasci ha tutte le carte in regola per piacere alla Juventus che, infatti, ha deciso di non perdere tempo. L'ad bianconero Blanc nelle prossime ore volerà in Germania per acquistare il giocare dello Stoccarda la cui valutazione si aggira intorno ai 6 milioni di euro. Poi si proverà a chiudere con Pandev il cui acquisto è comunque legato alla cessione di Trezeguet.



Per l'attaccante macedone della Lazio la Juve ha pronti 8 milioni di euro che basteranno a convincere Lotito, costretto a vendere il suo gioiello. Il giocatore, infatti, ha fatto sapere di voler assolutamente lasciare Roma e il contratto in scadenza tra un anno "costringe" Lotito a trattare la cessione a prezzi contenuti per non rischiare di perdere il giocatore con l'articolo 17 o, peggio ancora, nel 2010 a parametro zero.

Ora, però, va definita la cessione di Trezeguet (altrimenti Pandev non verrà acquistato). Il francese piace a molte squadre (Roma, Siviglia, Lione e Marsiglia soprattutto) ma l'alto ingaggio che percepisce a Torino (4,5 milioni netti a stagione) rappresentano un ostacolo difficile da superare. Probabile, comunque, che alla fine il cambio in attacco Trezeguet-Pandev vada a buon fine.

In difesa, come detto, in attesa del rinforzo sulla fascia sinistra (Dossena è sempre il favorito) è arrivato il momento di chiudere per Tasci che, poi, verrà probabilmente "parcheggiato" un anno ad un altro club italiano prima di approfare alla Juve. Il suo compito, infatti, non sarà semplice: accogliere l'eredità di Fabio Cannavaro.


10 giugno 2009

Fermate il Real: Cristiano Ronaldo

Entro il 30 giugno, anche Cristiano Ronaldo sarà un giocatore del Real Madrid. Ne è certa la stampa spagnola e non solo quella più legata, tradizionalmente, alla "Casa Blanca". Florentino Perez ha deciso di tenere fede al preaccordo siglato dalla precedente gestione del Real con il giocatore e il suo procuratore Jorge Mendes e sborserà al Manchester United 89 milioni di euro, il prezzo della clausola rescissoria del Pallone d'Oro in carica.




Il club inglese, infatti, farà resistenza passiva al trasferimento del suo gioiello: nessuno sconto, nessuna trattativa che possa in qualche maniera coinvolgere altri giocatori. Se il Real Madrid vuole Ronaldo, basta pagare la clausola rescissoria, tutta, fino all'ultimo centesimo. Questa la risposta inequivocabile che Perez e Valdano avrebbero avuto da David Gill, plenipotenziario dei Red Devils. E la decisione del nuovo padrone "blanco" sarebbe stata quella di riaprire la cassa già abbondantemente dissanguata dall'operazione-Kakà, che tra cartellino, ingaggio del primo anno e robette di contorno costerà circa 85 milioni. Voci di origine madrilena fanno capire che l'altro grandissimo botto del neo-presidente sia dettato anche dai dettagli dell'accordo privato già siglato mesi fa tra l'ex-boss Calderon e Jorge Mendes: le penali per la retromarcia sarebbero stratosferiche, nell'ordine dei 20 milioni. Cifra che anche il nuovo, faraonico Madrid non può permettersi di gettare alle ortiche. Se tutto sarà confermato dai fatti, complimenti ancora una volta a Mendes, ben conosciuto all'Inter: secondo "As", l'approdo di Cristiano alla Casa Blanca gli frutterà qualcosa come 8,7 milioni di commissione.

E che Ronaldo al Real, stavolta, sia più del gossip calcistico dell'estate lo fa capire persino il "Mundo Deportivo", giornale barcellonese e "barcelonista" generalmente agli antipodi dai titoloni di "As" e "Marca". Secondo il quotidiano catalano, il Madrid sta per ripetere la missione organizzata per Kakà spedendo a Los Angeles, dove il Pallone d'Oro sta trascorrendo le vacanze, due medici e un rappresentante legale del club. In programma, accurata assistenza medica (Ronaldo deve subìre un'operazione di ernia), visite di controllo e -dulcis in fundo- firma su un contratto che viaggerà su termini quantomeno pari a quelli dell'ex-milanista. Appuntamento al 30 giugno, giorno in cui tra l'altro verrà presentato al Bernabeu l'altro neo-galactico Kakà. Che giornatina.


10 giugno 2009

Maicon e Ibra hanno voglia di Real

L'Inter rischia di perdere entrambi

Dopo Kakà, dopo il Milan, adesso è il turno dell'Inter. Che, come accaduto ai cugini rossoneri, potrebbe perdere i due più grandi artefici dei recenti successi nerazzurri. Ibrahimovic e Maicon, infatti, vogliono essere ceduti e ormai non fanno più mistero dei loro desideri. Mino Raiola, agente dello svedese, dopo aver parlato con il Barcellona è ora in contatto con il Real che sarebbe destinazione gradita anche a Maicon, sempre più insofferente.



"Sono triste, mi sento trattato come uno qualsiasi. Vedo che l'Inter si preoccupa di accontentare solo Ibra e non mi sta bene. Per questo ho chiesto al mio procuratore Antonio Caliendo di farmi sentire felice come Kakà che ha lasciato una grande squadra ed è passato ad un altro grande club": le dichiarazioni di Maicon, rilasciate dal Brasile alla Gazzetta dello Sport, preannunciano un addio che soltanto qualche settimana fa sembrava impossibile. Maicon, che ha un contratto in scadenza nel 2012 a 3,5 milioni di euro netti l'anno, sogna il Real ma sarebbe disposto anche a raggiungere Ancelotti al Chelsea.

Situazione analoga a quella di Ibrahimovic sul quale il Barcellona non molla la presa. L'ultima notizia apparsa sul MundoDeportivo (affare fatto con l'Inter per Eto'o e 10 milioni) non trova però fondamento, mentre non è mistero che Mino Raiola sia stato a Madrid per sondare il terreno con Florentino Perez che, però, al momento ha soprattutto una priorità: dopo aver strappato Kakà al Milan, prendere Cristiano Ronaldo dal Manchester United.


10 giugno 2009

Ibra al Barca

"El Mundo Deportivo" dà per fatto l'accordo tra Barcellona e Inter per Ibrahimovic: a Milano andrebbero Eto'o e 10 milioni di conguaglio. Termini improbabili, visto che Moratti non farà partire lo svedese per meno di 70. Cifra raggiungibile però con l'inserimento nella trattativa di Yaya Tourè, valutato intorno ai 22-23 milioni, che si aggiungerebbe ai 35 del cartellino del camerunese e ai 10 milioni. A quel punto con Ibra partirebbe anche Maxwell.


'El Mundo Deportivo' si lancia con un presunto scoop: secondo il quotidiano di Barcellona, i dirigenti blaugrana avrebbero ottenuto una riduzione della richiesta iniziale di Moratti, che per Ibra voleva 40 milioni più Eto'o. Alla chiusura dell'operazione mancherebbe soltanto il sì del camerunese.

In realtà il presidente dell'Inter non molla e resta fermo sui suoi propositi: Ibrahimovic si vende a non meno di 70 milioni di euro. La trattativa però potrebbe conoscere una svolta con l'inserimento nell'operazione di Yaya Tourè: allora sì che con la sua valutazione, il cartellino di Eto'o e circa dieci milioni si arriverebbe a ragionare in termini più concreti e soprattutto a raggiungere la cifra chiesta dai nerazzurri. All'Inter resta ora da convincere Laporta a rinunciare al 26enne centrocampista. L'altro nodo riguarda le richieste di Eto'o, che sarebbe disposto anche a un ingaggio inferiore rispetto a Ibra in cambio però di una sorta di 'premio alla firma', una buona entrata intorno ai 10 milioni.


10 giugno 2009

martedì 26 maggio 2009

Intervista di Buffon a 'Don Balon'

Il magazine spagnolo 'Don Balon' ha intervistato Gigi Buffon: "Ho un contratto fino al 2013 per cui ho molto tempo ancora davanti - dice il portiere della Juventus - ma vorrei che la squadra fosse più competitiva la prossima stagione. Io sono un giocatore e devo pensare al mio lavoro, lasciamo che i dirigenti facciano il loro. A ogni modo è chiaro che anche da fuori sto molto attento a quello che si fa".



Buffon ripercorre la sua carriera, dagli inizi con il camerunense N'Kono come modello all'esordio a 17 anni contro il Milan. Rispetto ad allora "sono un portiere diverso, ho molta più esperienza e sbaglio di meno, oggi sono molto meglio". Su chi è il miglior estremo difensore al mondo, la corsa sembra ristretta allo stesso Buffon, Julio Cesar, Cech e Casillas ma "dipende dal momento. Io ho giocato come voglio da agosto a ottobre, poi sono rimasto fuori tre mesi ma una stagione ne dura undici. Alla fine conta la carriera, dimostrare una continuità". Ma quest'anno il numero uno bianconero è spesso finito nel mirino dei critici. "Le critiche non piacciono a nessuno ma bisogna essere anche autocritici e mantenere un certo equilibrio" - la risposta di Buffon, nel 2006 vicino al Pallone d'Oro. "Mi piace ripetere che sono stato l'unico giocatore di serie B che si è classificato al secondo posto nella classifica di questo importante premio, è una grande soddisfazione" - prosegue l'estremo difensore, che quell'anno, dopo aver vinto il Mondiale in Germania, accettò di difendere i pali della Vecchia Signora anche nel campionato cadetto. Conseguenza di una Calciopoli che ha tolto alla Juve due scudetti che Buffon sente ancora suoi.

"Non mi piacciono le polemiche, preferisco analizzare le cose con tranquillità e sincerità - commenta -. Alla fine le emozioni che ti regalano le vittorie le vivi sul momento e allora festeggiai molto quei successi. Poi non mi importa che mi abbiano tolto quei titoli, l'emozione di averli vinti l'ho già vissuta". Il portierone della Nazionale non si è mai pentito della scelta di restare alla Juve anche in B, "la mia è stata una scelta di coscienza. Non so se la mia decisione fu determinante perché restassero anche altri, aogni modo sapevo che il mio ruolo era importante. Nessuno ha comunque cercato di convincere nessuno, ognuno ha fatto la sua scelta personalmente. Eravamo e siamo tutti amici ma non ci sembrava giusto cercare di condizionare gli altri, era una situazione da vivere soggettivamente".

Eppure le offerte non gli mancavano. "Sono stato vicino a firmare per il Barcellona ma questo molto prima, quando stavo per chiudere la mia avventura al Parma - ricorda -. Allora il Barça non era quello di ora e oggi con Valdes sono ben coperti tra i pali". In attesa di tornare a vincere in bianconero ("I nostri tifosi meritano sicuramente risultati migliori"), Buffon proverà a togliersi qualche soddisfazione a giugno in Sudafrica, nella Confederations Cup. "Con l'Italia voglio vincere tutto - continua - non ho paura di nessuno. Se giochi per l'Italia giochi per un Paese intero, è una grande responsabilità, giocherò sempre per vincere". In azzurro ritroverà Fabio Cannavaro, che nella prossima stagione tornerà a vestire la maglia della Juve. "Sono molto contento del suo ritorno - le parole di Buffon - perché continua a essere un grande campione e un incredibile motivatore nello spogliatoio. Per me è un grande amico e se si vuole tornare ad alti livelli bisogna prendere giocatori come lui. Il problema è che potrà fare un altro paio d'anni ancora ma sono questi i giocatori che ci servono".


25 maggio 2009

Diego, primo giorno da juventino


A Torino per le visite mediche


Diego Ribas da Cunha vive il suo primo giorno da juventino. Il brasiliano, prelevato dal Werder Brema per 26 milioni di euro, è sbarcato a Torino domenica sera e in mattinata ha sostenuto le visite mediche presso la clinica Fornaca, procedura che precede la firma sul contratto. Dopo Cannavaro, reduce dal saluto al pubblico del Bernabeu, accompagnato dall'ovazione del popolo madridista, il secondo acquisto bianconero è finalmente realtà.




Manca solo l'atto formale, la firma nero su bianco. L'inseguimento a Diego è giunto al termine: il giovane asso del Werder ha ceduto alla corte della Vecchia Signora, preferendo l'Italia alla permanenza in Germania, non a Brema, bensì a Monaco. L'assalto, tardivo ma deciso, del Bayern ha inquietato per qualche ora - cronaca di alcune settimane fa - la dirigenza del club di corso Galileo Ferraris, complice forse un comportamento un po' ambiguo del padre del giocatore.

Poi la schiarita, l'ottimismo, la fiducia. Era stato il presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli a tranquillizzare i tifosi. Ora la società può procedere all'ufficializzazione, non appena avrà avuto riscontri positivi, come pare più che ovvio, dalle visite mediche. Diego e Cannavaro: ecco i primi tasselli della nuova Juve 2009/2010. Alla società il compito di completare il mosaico, a cominciare dalla tessera più importante, quella che riguarda l'allenatore.

"Siamo fiduciosi che chiuderemo l'affare", hanno detto Klaus Allofs e Manfred Mueller, rispettivamente general manager e direttore generale del Werder Brema, prima della partenza per la Germania con destinazione Torino per chiudere la trattativa.


25 maggio 2009